La Panarda

La panarda è un’antica tradizione dell’Italia centrale, nata come consuetudine di rifocillare i poveri.

L’importanza del consumare collettivamente i pasti ha sempre avuto valenze molteplici e basilari.
Per le genti d’Abruzzo la ritualità e la sacralità di onorare l’ospite a tavola ha radici antichissime. Nasce così in secoli tumultuosi e precari, soprattutto a partire dal ’500-’600, il rito della panarda.
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L’Inchinata

La festa con il suo complesso cerimoniale si svolge la sera del 14 agosto.  In questa occasione, due processioni recanti le immagini dell’Assunta e del Salvatore muovono da due punti del paese, la prima dalla chiesa di Santa Maria della Valle, la seconda dalla cattedrale di Sant’ Andrea, per incontrarsi alla fine con un suggestivo rito.

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Tradizioni Alimentari – La Rosciola

Da qualche anno Subiaco ha riscoperto la “Rosciola”, un vitigno locale da tempo abbandonato. Dopo sette anni di sperimentazioni, due agricoltori sublacensi hanno infatti ricreato in località “Le Camere”, alla periferia della città, questa preziosa varietà, la cui abbondante produzione caratterizzava negli anni passati il periodo della vendemmia.
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Tradizioni Alimentari – Le Coppiette

Specialità oggi apprezzate, che però hanno origini umili e modeste. Le coppiette nascono dall’antico uso di conservare la carne fresca nel tempo.
All’inizio prodotte con la carne equina, dall’Ottocento si è cominciato ad adoperare anche la carne ovina e, finalmente, al giorno d’oggi la maggiore produzione è prettamente suina.
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Tradizioni Religiose – L’Agnus Dei

Questa devozione, detta dell’Agnus Dei, che può sembrare ingenua, ma che è invece di estrema fede, ha un ampia storia dietro di sé. Essa risale addirittura ai primi tempi della chiesa, almeno al secolo V. Il giorno dell’Ascensione, quando veniva tolto il grande Cero Pasquale, simbolo del Cristo risorto, i frammenti del Cero venivano con devozione distribuiti ai fedeli. In seguito, si pensò di plasmare questa cera dando ad essa forme ovali chiamate Agnus Dei, perché recavano da un lato l’immagine dell’Agnello, con lo stemma del pontefice regnante, e dall’altro quello della Vergine e dei santi Pietro e Paolo. La benedizione dei tali “devozioni” avveniva da parte dei pontefici ogni primo anno del loro pontificato, poi ogni sette anni e in ogni giubileo durante la settimana santa nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

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Tradizioni Alimentari – La Pigna e Ju Valle

A Subiaco fra le varie usanze dolciarie pasquali c’era quella di confezionare due dolci caserecci chiamati l’uno “Pigna” e l’altro “Valle”.

La “Pigna” o pupazza era destinata ad una femminuccia e “ju valle” o gallo ad un maschietto. Le donne impegnate a confezionare dolci tradizionali non facevano altro che dare una forma diversa alla pasta dei ciambelletti che già avevano per le mani. Si prodigavano per riprodurre la sagoma di una pupazzetta con un uovo nella pancia, trattenuto da due listelline di pasta dolce a forma di croce. Anche il galletto o “vallozzo” portava nel ventre l’uovo trattenuto alla stessa maniera che diveniva sodo durante la cottura del tutto in forno.

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Il Dialetto Sublacense

Il dialetto di Subiaco e di tutta l’area romano laziale non è esoterico ma comprensibile benché la pronuncia sia aspra e stretta caratterizzata dall’articolo ju e dalla chiusura in u dei termini maschili.

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Tradizioni Religiose – Ju Dispensorio

Si tratta di una pratica pseudo-religiosa, di cui non resta che il ricordo lontano e sbiadito nelle persone avanti negli anni, è quella che va sotto il nome di “dispensorio”. Il termine dialettale sublacense traduce dalla lingua italiana: responsorio, forma liturgica salmodica.

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