David speciali alla Lollobrigida e ai Taviani

“Il cinema fa pensare”, e perciò è necessario. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tradizionale saluto al cinema italiano ospitato al Palazzo del Quirinale a poche ore dall’attesa cerimonia dei David di Donatello all’importante traguardo dei 60 anni. “Auguri al cinema italiano che li merita –ha esordito il Presidente Mattarella -. Il cinema è un’espressione significativa della nostra cultura, della nostra creatività e della nostra professionalità”, offrendo ai giovani e agli adulti “emozioni” e “poesia”, e soprattutto che “fa pensare”. “Ce lo ricorda l’ennesima tragedia nel Mediterraneo di oggi, a un anno dalla tragedia in mare in cui persero la vita 800 persone – ha sottolineato il Presidente (il pensiero in chi lo ascolta va a ‘Fuocammare’ di Gianfranco Rosi, ndr) -. Pensare è necessario e il cinema aiuta a pensare. Siamo nel pieno di un cambiamento epocale. Il mondo della comunicazione è motore di innovazione. Tanti si son chiesti se il cinema sarebbe sopravvissuto ai mutamenti del linguaggio, alla proliferazione dei media e al cambio dei consumi, vi vedo in forma e combattivi (rivolto ai cineasti presenti, ndr). Il cinema ha tanto da dare alla società”. “Il futuro ha la porta aperta e sta alla nostra intelligenza attraversala. L’Italia – ha continuato il Presidente – ha bisogno di un cinema vivo, e voi di leggi e strutture che vi consentano di affrontare le sfide del mercato a testa alta”.

“Questa edizione è importante – ha proseguito il Presidente Mattarella -. Sono passati 60 anni dalla prima cerimonia dei David di Donatello al Cinema Fiamma di Roma, è un compleanno speciale per il quale è giusto esprimere riconoscenza a Gian Luigi Rondi, suo promotore instancabile. I 60 anni del David di Donatello si celebrano nello stesso anno in cui la Repubblica ne celebra 70. C’è un legame forte tra cinema e Repubblica al di là della vitalità che c’è stata nel secondo Dopoguerra con i capolavori del Neorealismo. Il cinema italiano ha molti generi di successo. Ha accompagnato la crescita democratica e sociale, ha rafforzato l’identità nazionale. È necessario continuare ad andare avanti insieme, immaginando un futuro nuovo e solidale, in modo che tutta la comunità ne possa beneficiare. Il cinema deve accendere le luci su questo cammino anche osservando le nostre contraddizioni e i nostri punti di crisi. Non credo ad una differenza tra cinema impegnato e non. Il cinema è sempre cultura e professionalità, memoria e specchio del presente, radici ed immaginazione. Il cinema può aiutare la società a rinsaldare le reti di connessione”.

“Il 60esimo David di Donatello speciale va ad un’attrice e a due registi divenuti simboli dell’Italia, Gina Lollobrigida (che fu premiata alla prima edizione dei David di Donatello, ndr) ed i fratelli Taviani (tutti e tre premiati poco prima del discorso del Presidente, ricevendo il premio proprio dalle sue mani, ndr) e porgo a loro le mie congratulazioni e la riconoscenza del nostro paese. Congratulazioni agli organizzatori del David di Donatello, che abbiano sempre più forza ad andare avanti. Voglio ancora complimentarmi con Ennio Morricone, vincitore dell’Oscar per la colonna sonora al culmine di una carriera impareggiabile (a queste parole è partito un applauso caloroso in sala, ndr)”, ha detto il Presidente Mattarella, aggiungendo: “Il cinema, l’arte, la cultura sono per loro natura interdipendenti. Il cinema dà l’immagine dell’Italia nel mondo, è vettore di promozione e riconoscenza. Il cinema è importante per la società. Il cinema è stato ed è componente di primo piano nella formazione del gusto e dello stile di vita italiano ed è giusto esserne orgogliosi. Attrae le produzioni estere nei nostri stabilimenti, rilanciando le immagini delle nostre bellezze, oltre a valorizzare i nostri mestieri. Non bisogna aver paura di un confronto in campo aperto e bisogna credere nelle nostre capacità e investire nei vari settori della società. I saperi e la creatività guidano all’innovazione. Subendo i cambiamenti si rischia la marginalità. La nuova legge sul cinema è al suo iter parlamentare. Mi auguro che porti benefici alla formazione dei giovani e contribuisca ad un salto in avanti nel mondo articolato dell’arte cinematografica, una vera filiera di produttività con creatività, competenze e valori tecnici. Abbiamo bisogno di dialogo ed efficienza, di un piano di rilancio del cinema che necessita di strutture, di disponibilità finanziarie, di un accesso migliore ai servizi, del recupero delle sale storiche. Le risorse pubbliche sono limitate e vanno utilizzate per ottenere risultati artistici, culturali ed economici. La scuola stessa è chiamata ad ampliare lo spettro formativo, la conoscenza del cinema e della sua storia. Sempre più il sapere è interdisciplinare. Televisione e nuovi media non sono concorrenti insidiosi ma moltiplicano gli spazi e le piattaforme attraverso cui far vedere il cinema italiano. Voi – dice il Presidente Mattarella rivolto ai cineasti presenti e concludendo – avete tra gli altri il compito di ricordare che l’Italia ha tante qualità per il futuro, che deve farsi ammirare e migliorarsi. Auguri”.

Dello stesso tenore il ministro dei Beni e delle Attività culturali Dario Franceschini che è intervenuto poco prima della presentazione delle nomination di questa 60esima edizione dei David di Donatello. “Orgogliosi del passato, consapevoli del presente e costruttori del futuro” ha detto il Ministro che ha sottolineato come “il cinema italiano aspetta un cambio di passo da tempo” ma come si è nella “direzione giusta”. Il cinema italiano nel 2016 è partito bene con un primo trimestre che, secondo i dati Cinetel, ha visto staccare quasi 40 milioni di biglietti: +24% rispetto all’analogo periodo del 2015. Un risultato importante che si è aggiunto al successo del cinema italiano che ha superato la quota del 46% del mercato, aumentando considerevolmente la percentuale dello stesso periodo dello scorso anno, e non solo grazie al campione d’incassi “Quo vado”. Traguardi a cui si aggiunge il successo dei Cinemadays che si sono svolti dall’11 al 14 aprile: sono stati un milione 200 mila gli spettatori che hanno acquistato il biglietto a 3 euro nei quattro giorni della promozione cinematografica. Guardando agli incassi, c’è stato un incremento del 30% rispetto all’edizione 2015, superando la cifra di 3 milioni 800 mila euro.

Alle 21.10 su Sky Cinema 1 HD, TV8 (canale 8 del digitale terrestre), Sky Uno HD e su Sky Cinema HD – David di Donatello sarà trasmessa in diretta dagli Studi de Paolis di Roma la diretta della cerimonia. È la prima volta che la premiazione approda a Sky. A tenere le fila sarà Alessandro Cattelan, che inviterà a salire sul palco alcune tra le personalità più apprezzate del panorama cinematografico italiano nel ruolo di presenter: a loro l’onore di annunciare il vincitore per ciascuna categoria e di consegnare l’ambita statuetta. Tra questi: Stefano Accorsi, Giuseppe Battiston, Paola Cortellesi, Saverio Costanzo, Matilde De Angelis, Christian De Sica, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, Anna Foglietta, Matilde Gioli, Valeria Golino, Francesco Pannfino, Nicola Piovani, Michele Placido, Vittoria Puccini, Gabriele Salvatores, Giuliano Sangiorgi, Toni Servillo, Vittorio Storaro.

Con il più alto numero di candidature complessive ci sono i film Non essere Cattivo di Claudio Caligari e Lo chiamavano Jeeg Robot dell’esordiente Gabriele Mainetti, entrambi a quota 16. Seguono Youth – La giovinezza di Paolo Sorrentino con 14 nomination, Il Racconto dei racconti di Matteo Garrone con 12, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese con 9, La corrispondenza di Giuseppe Tornatore con 6, Suburra di Stefano Sollima con 5 e Fuocommare di Gianfranco Rosi con 4. La sfida per il miglior film si giocherà tra Non essere cattivo, il neo Orso d’oro Fuocoammare, Il Racconto dei racconti, Perfetti sconosciuti e Youth – La giovinezza. La sfida per miglior regia coinvolge i registi dei film sopra citati. Sono ben 7 le interpreti candidate dall’Accademia al titolo di miglior attrice protagonista: Astrid Bergès-Frisbey (Alaska), Paola Cortellesi (Gli ultimi saranno ultimi), Sabrina Ferilli (Io e lei), Juliette Binoche (L’attesa), Ilenia Pastorelli(Lo chiamavano Jeeg Robot), Valeria Golino (Per amor vostro) e Anna Foglietta (Perfetti sconosciuti). Per la statuetta di miglior attore si sfidano Marco Giallini e Valerio Mastandrea per Perfetti sconosciuti, Luca Marinelli e Alessandro Borghi Per Non essere cattivo e Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot. Nella categoria miglior musicista spiccano ben due premi Oscar: Ennio Morricone per la colonna sonora de La corrispondenza di Tornatore e Alexandre Desplat per quella de Il Racconto dei racconti di Matteo Garrone.

fonte ilVelino/AGV NEWS – Ornella Petrucci (Roma 18/04/2016)

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