Subiaco nell’Evo Contemporaneo

Dopo il regime dei Barberini, Clemente XII, affidò la commenda al cardinale Giovanbattista Spinola, che fu l’ultimo commendatario munito della doppia giurisdizione baronale e spirituale, il quale costruì il palazzo della Missione, abitato per alcuni anni dai religiosi di S. Vincenzo de’ Paoli (i cosiddetti preti della Missione) e poi dalle suore Sacramentine francesi. Dopo lo Spinola, Benedetto XIV, nel 1753, lasciò al commendatario la sola giurisdizione spirituale sulle popolazioni locali.

L’abbazia territoriale cessò così di esistere, come ente politico autonomo, entrando a far parte integrante dell’organismo politico dello Stato Pontificio.

La giurisdizione temporale pertanto fu avocata da due speciali congregazioni, costituenti gli organi centrali di governo, quella della Sacra Consulta e quella del Buon Governo, specie di ministeri per le amministrazioni locali, che si occupavano di questioni economiche, politiche, giuridico-giudiziarie.

L’abbazia sublacense cominciò così ad essere guidata, negli affari temporali, da un Governatore e da un Giudice, nominati dalla Presidenza di Comarca.
Il governatore era coadiuvato nell’esercizio delle sue funzioni, da un consiglio pubblico, i cui membri acquistavano il diritto di sedere nel parlamento municipale non per elezione da parte del popolo, ma per l’entità della possidenza.

I commendatari, che esercitarono la giurisdizione spirituale sulle genti dell’abbazia furono Gianfrancesco Banchieri, Saverio Canale e Giovannangelo Braschi, eletto poi papa con il nome di Pio VI.

Cattedrale di Sant'Andrea

Cattedrale di Sant’Andrea

Egli, conservando personalmente la direzione dell’abbazia, esercitò verso di essa un liberale mecenatismo, caratterizzato da favori, provvidenze ed opere grandiose:

– Ampliò e trasformò infatti la cartiera barberiniana; impiantò la ramiera;
rese carrabile l’antica via neroniana di collegamento con la Tiburtina;

– Curò la sistemazione urbanistica di Subiaco, facendone un’accogliente cittadina;

– Effettuò imponenti lavori di sistemazione della Rocca togliendole i segni di castello feudale, trasformandola in palazzo moderno e degna residenza del commendatario;

– Fece costruire i palazzi del Seminario, del Governo e del Vicariato, nonché il colossale tempio di Sant’ Andrea apostolo, inaugurato e consacrato da lui personalmente il 22 maggio del 1789;

– Ampliò il Capitolo canonicale del medesimo tempio;

– Istituì, nei locali del nuovo Seminario, la Biblioteca pubblica, detta “Piana” ed elevò Subiaco al rango di città.

I Sublacensi, in segno di gratitudine, gli innalzarono un arco di trionfo in stile neoclassico all’ingresso della cittadina. Solo con Pio VI, il cui pontificato coincide con gli eventi della Rivoluzione Francese di cui egli fu vittima, così termina il Medioevo per Subiaco.