Nucleo della Villa Neroniana

É uno dei nuclei meglio conservati della villa neroniana, comprendente un monumentale ninfeo absidato affiancato da ambienti voltati, con tracce di affreschi.

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Laghetto di San Benedetto

Di eccezionale qualità paesaggistica e naturalistica, sintesi di tutti i valori ambientali che caratterizzano e qualificano il percorso.

Il pittoresco laghetto, alimentato dalle acque dell’Aniene che fuoriesce dalle rocce e precipita in una scrosciante cascata, prende il nome dal monastero di San Benedetto che si erge, in tutta la sua magnificenza, sulla verticale dello specchio d’acqua. Leggi…

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Contrada Suriva

Il percorso lambisce in questo punto la contrada di Suriva (super rivam) ove sono altri importanti resti della villa neroniana ed un complesso catacombale del III-IV sec. d.C., testimonianza dell’antico primitivo nucleo abitato di Subiaco sorto intorno all’antica pieve di San Lorenzo Martire.

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Cappella di Santa Crocella

La minuscola chiesetta fronteggia l’imponente complesso del monastero di Santa Scolastica, arroccata su uno sperone di roccia a strapiombo sulla vallata, nel luogo in cui San Benedetto ricevette, dal monaco Romano, l’abito monastico.

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Tradizioni Alimentari – La Rosciola

Da qualche anno Subiaco ha riscoperto la “Rosciola”, un vitigno locale da tempo abbandonato. Dopo sette anni di sperimentazioni, due agricoltori sublacensi hanno infatti ricreato in località “Le Camere”, alla periferia della città, questa preziosa varietà, la cui abbondante produzione caratterizzava negli anni passati il periodo della vendemmia.
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Tradizioni Alimentari – Le Coppiette

Specialità oggi apprezzate, che però hanno origini umili e modeste. Le coppiette nascono dall’antico uso di conservare la carne fresca nel tempo.
All’inizio prodotte con la carne equina, dall’Ottocento si è cominciato ad adoperare anche la carne ovina e, finalmente, al giorno d’oggi la maggiore produzione è prettamente suina.
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Tradizioni Religiose – L’Agnus Dei

Questa devozione, detta dell’Agnus Dei, che può sembrare ingenua, ma che è invece di estrema fede, ha un ampia storia dietro di sé. Essa risale addirittura ai primi tempi della chiesa, almeno al secolo V. Il giorno dell’Ascensione, quando veniva tolto il grande Cero Pasquale, simbolo del Cristo risorto, i frammenti del Cero venivano con devozione distribuiti ai fedeli. In seguito, si pensò di plasmare questa cera dando ad essa forme ovali chiamate Agnus Dei, perché recavano da un lato l’immagine dell’Agnello, con lo stemma del pontefice regnante, e dall’altro quello della Vergine e dei santi Pietro e Paolo. La benedizione dei tali “devozioni” avveniva da parte dei pontefici ogni primo anno del loro pontificato, poi ogni sette anni e in ogni giubileo durante la settimana santa nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

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Tradizioni Alimentari – La Pigna e Ju Valle

A Subiaco fra le varie usanze dolciarie pasquali c’era quella di confezionare due dolci caserecci chiamati l’uno “Pigna” e l’altro “Valle”.

La “Pigna” o pupazza era destinata ad una femminuccia e “ju valle” o gallo ad un maschietto. Le donne impegnate a confezionare dolci tradizionali non facevano altro che dare una forma diversa alla pasta dei ciambelletti che già avevano per le mani. Si prodigavano per riprodurre la sagoma di una pupazzetta con un uovo nella pancia, trattenuto da due listelline di pasta dolce a forma di croce. Anche il galletto o “vallozzo” portava nel ventre l’uovo trattenuto alla stessa maniera che diveniva sodo durante la cottura del tutto in forno.

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Il Dialetto Sublacense

Il dialetto di Subiaco e di tutta l’area romano laziale non è esoterico ma comprensibile benché la pronuncia sia aspra e stretta caratterizzata dall’articolo ju e dalla chiusura in u dei termini maschili.

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Tradizioni Religiose – Ju Dispensorio

Si tratta di una pratica pseudo-religiosa, di cui non resta che il ricordo lontano e sbiadito nelle persone avanti negli anni, è quella che va sotto il nome di “dispensorio”. Il termine dialettale sublacense traduce dalla lingua italiana: responsorio, forma liturgica salmodica.

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La Cartiera di Subiaco

La Cartiera di Subiaco, per cinque secoli unica realtà industriale nell’alta Valle dell’Aniene, deve i propri natali a papa Sisto V che nel 1587 incarica il mercante genovese Giovanni della Pigna della sua costruzione.
Quale luogo poteva essere più appropriato per una delle prime cartiere d’Italia se non Subiaco, la culla della stampa italiana!
A Subiaco, infatti, ed in particolare nel Monastero benedettino di Santa Scolastica – sede di un antichissimo scriptorium e di una prestigiosa biblioteca – i discepoli di Gutenberg, Pannartz e Sweynheym, realizzarono nel 1465 il primo libro stampato in Italia, ossia le Opere del Lattanzio. Leggi…

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Tiro a Segno Nazionale Subiaco – La prima associazione sportiva sublacense

In Italia le prime società di tiro a segno nascono nella seconda metà dell’ottocento sulla spinta di iniziative ispirate da Giuseppe Garibaldi. In particolare, con un decreto del 1861, Vittorio Emanuele II istituiva una società allo scopo di promuovere, annualmente, uno o più tiri a segni nazionali, precisando che il primo si sarebbe dovuto tenere a Torino durante il 1862.
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Visite Papali a Subiaco

A seguito di accurate ricerche effettuate dal Sig. Nazzareno Giuliani effettuate nell’antica Biblioteca del Monastero di S. Scolastica in Subiaco e nell’Archivio diocesano della Cattedrale di S. Andrea Apostolo è stato ricostruito l’elenco dei Pontefici che hanno visitato i Monasteri e la città di Subiaco nel corso dei secoli.Nell’elenco, che appresso si riporta, figurano esclusivamente le visite papali documentate con una certa sicurezza e non quelle effettuate da ecclesiastici che, solo in seguito, sarebbero ascesi al soglio pontificio. Anche per le visite di Zaccaria (741-752) e di Gregorio Magno (Roma, 590-604) non si è in possesso di documenti certi. Questo ultimo papa, padre dell’intramontabile “Canto gregoriano”, nei suoi “Dialoghi” mostra una esatta conoscenza della valle sublacense e beneficò largamente i Monasteri, conservando per essi un culto speciale. Leggi…

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Il Fascismo, la Guerra e la rinascita di Subiaco

Durante il ventennio della dittatura fascista a Subiaco, furono realizzate varie opere, come la costruzione dell’acquedotto del Cerreto, del Campo Sportivo in località “San Lorenzo”, della strada panoramica rotabile Subiaco-Jenne e l’apertura dell’Istituto Magistrale governativo.

Significativo fu il contributo di sangue, offerto dai giovani sublacensi, alcuni dei quali morirono in Africa, in Croazia, in Grecia, in Russia; fra loro fu Gerardo Lustrissimi, medaglia d’oro alla memoria. Leggi…

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Storia del Campanone della Chiesa di Sant’Andrea

Diciassette quintali e tre chili (5.200 libbre), questo il peso della campana rimossa dai Giacobini al tempo dell’occupazione francese nel nostro territorio.Ma non potendola portar via a causa della difficoltà del trasporto, furono costretti a venderla ad un ebreo, il quale, successivamente, propose l’acquisto al municipio. Il Gonfaloniere di quel tempo, Giuseppe Gori, desideroso che la campana tornasse di proprietà del Monastero, ne propose il riacquisto all’Abate Cavalli, il quale però diede risposta negativa. Venne acquistata quindi per conto del municipio e sistemata nella cella di sinistra del seminario.

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Mastro Titta a Subiaco – La vendetta di un marito oltraggiato

Nello Stato Pontificio protagonista incontrastato delle esecuzioni di condanna a morte fu Giambattista Bugatti, noto come Mastro Titta. Nato a Roma nel 1779, nella sua lunga carriera di “maestro di giustizia” Mastro Titta praticò ben 516 esecuzioni, tutte diligentemente descritte nelle sue “Annotazioni”, dal 22 marzo 1796 al 17 agosto 1864, quando, all’età di 85 anni, fu collocato a riposo da Pio IX con una pensione mensile di 30 scudi.

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Subiaco nell’Unità d’Italia

Significativo fu il contributo di alcuni Sublacensi alla realizzazione dell’Unità d’Italia durante le spedizioni e la III guerra d’indipendenza.
Ricordiamo Cesare Consalvi che, nel 1849, salvò a Velletri la vita al generale Garibaldi dal furore dei soldati borbonici di Ferdinando II, accorsi dal regno delle Due Sicilie a combattere contro di lui;  Giuseppe Mercuri che nel 1857, partecipò alla spedizione di Sapri, organizzata da Carlo Pisacane, per incitare la popolazione del meridione a ribellarsi al regime borbonico; Antonio Gori e Luigi Pistoia che nel 1860, parteciparono, come volontari, alla spedizione dei Mille, condotta da Garibaldi e da Bixio, per liberare le popolazioni dell’Italia meridionale dal dominio borbonico; Benedetto Gori, Luigi Pistoia e altri giovani volontari che, durante la III Guerra d’Indipendenza, nel 1866, parteciparono ai combattimenti di Bezzecca, per la liberazione del Veneto dal dominio austriaco, con il corpo garibaldino delle camicie rosse.  Leggi…

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Orson Welles a Subiaco – Portrait of Gina

Portrait of Gina, o Viva Italia è un film documentario girato tra il 1957 e il 1958 da Orson Welles e finanziato dalla TV americana ABC.

Welles fu ingaggiato dal presidente di rete Leonard H. Goldenson della ABC-TV per creare una serie televisiva nuova ed accattivante, così il regista americano fu finanziato con ben 200.000 dollari per creare una serie pilota.

Una delle puntate pilota fu realizzata proprio in Italia, a Roma ed in particolare nella città natale di Gina Lollobrigida, Subiaco, tra vicoli e scorci. Varie le interviste agli attori dell’epoca come De Sica, Rossano Brazzi e Paola Mori. Leggi…

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Monumento ai caduti 1915 – 1918

È situato, in piazza Gerardo Lustrissimi, al centro di un balcone panoramico, che si affaccia sulla contrada S. Antonio, dove scorre l’Aniene e sulla cui riva destra si distendono i complessi industriali della Cartiera, e dal quale è dato godere lo spettacolo esaltante dei monti e colli che circondano in parte Subiaco.

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La strage di Madonna della Pace nel maggio del 1944

Madonna della Pace è una frazione di Agosta, abitata da gente tranquilla, per lo più dedita al commercio, all’agricoltura, legata alla famiglia, alle tradizioni, amante della terra, del lavoro. Una località in provincia di Roma, a cinque chilometri da Subiaco, in una parte molto pittoresca della valle dell’Aniene. Agosta è il comune di riferimento, ma la località comprende territori appartenenti a cinque comuni del comprensorio: Subiaco, Agosta, Cervara di Roma, Canterano e Rocca Canterano. Al centro delle tante abitazioni sparse lungo il fiume e sulle colline coltivate c’è la chiesa con il suo caratteristico campanile a punta, luogo di ritrovo e di incontro di questa popolazione. Ma anche luogo di ricordi belli e brutti, lieti e tristi, come quello che avvenne cinquantasei anni fa in una tiepida giornata di maggio. Un ricordo nient’affatto piacevole, perché a turbare la tranquillità di questa gente accadde qualcosa che nulla potrà mai cancellare dalla loro memoria. Leggi…

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Un sublacense a Cinecittà – Nello Appodia

Nello Appodia (Subiaco, 30 luglio 1926 – Roma, 7 maggio 2004) è stato un attore italiano. Secondo di tre figli (due sorelle entrambe viventi e una tutt’ora a Subiaco) di Minicucciu Persecò e Cariddonia Capitani nato nel rione Murittu/Mbrestecata si trasferisce a Roma dopo il servizio militare e apre una sartoria nel quartiere Prati. Leggi…
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