La Vecchia Stazione Ferroviaria di Subiaco

Si iniziò a parlare di un collegamento ferroviario che permettesse di raggiungere rapidamente Roma ed il resto d’Italia. Venne costituita nel 1898, a cura della ditta Alarico Patti, la Società Anonima per la  Ferrovia Mandela – Subiaco che rilevò dagli eredi Baccelli la concessione per la costruzione di una linea ferroviaria a scartamento normale da Subiaco alla stazione di Mandela, posta sulla linea Roma – Sulmona.

Il progetto della Società prevede anche l’elettrificazione della linea, sfruttando le acque del vicino fiume Aniene per la produzione di energia elettrica da una centrale elettrica a servizio della ferrovia. Il progetto, sicuramente innovativo per l’epoca, non ebbe seguito, anche se nel 1899 iniziarono comunque i lavori di realizzazione della ferrovia, lavori che procedono celermente, tanto che il 31/12/1900 la prima locomotiva a vapore percorre la linea ed il 02/02/1901 può iniziare il pre-esercizio sui circa 23 Km di percorso.

Il 19/03/1901 la linea viene ufficialmente aperta al pubblico e per l’occasione l’amministrazione comunale di Subiaco offrì un ricco banchetto. La ferrovia soppiantò rapidamente le vecchie e lente diligenze a cavalli, avendo sin da subito un grande successo. Lungo il percorso si incontravano 5 stazioni  (Mandela, Anticoli  Roviano, Marano Agosta, Rocca Canterano – Cervara – Canterano, Subiaco) ed una fermata (Agosta). Il materiale rotabile era composto da 4 locotender a 3 assi, 4 vetture di 3^Classe, 3 vetture di 2 ^ Classe, 5 vetture di 1^ e 2^ Classe, 3 bagagliai postali ed alcuni carri merci.
Il 7/07/1901 per far fronte all’aumento del traffico, essenzialmente di turisti, vengono istituiti dei treni straordinari nei giorni festivi da Subiaco a Roma e viceversa.

Sono anni di splendore per la linea, e la stessa città di Subiaco è al centro delle attenzioni dei progettisti ferroviari, tanto che nel 1910 la SFV, concessionaria della linea ferroviaria Roma – Fiuggi – Alatri, aveva in progetto una diramazione Olevano Romano – Subiaco – Segni.

Il periodo di splendore però è destinato a durare ben poco e già dopo la prima guerra mondiale la Mandela – Subiaco inizia a mostrare i primi segni di crisi, dovuti sia al fatto che oltre Subiaco la ferrovia non serviva gli altri centri della zona ed alla mancanza di collegamenti diretti con Roma e Sulmona (sempre negati dalle FS).

Negli anni ’20 però  viene presentato un progetto per realizzare una linea da Velletri a Subiaco che unitamente al potenziamento della linea proveniente da Mandela avrebbe potuto permettere la realizzazione di un collegamento diretto con Sulmona. Sebbene fossero solo 33 i Km da realizzare il progetto non venne mai portato avanti: difficoltà di percorso e spese eccessive a fronte di una linea dall’incerta utenza scoraggiarono le FS dall’intraprendere i lavori. Il 28/10/1928 viene  elettrificata alla tensione di 10 Kv 45 Hz la tratta Roma Prenestina – Tivoli,  e la stazione di Mandela vede le nuove locomotive elettriche, appositamente pensate per la linea Roma – Sulmona: E472, E 470, E 570 .

Il progetto non riguarda la ferrovia per Subiaco, la cui crisi è sempre più evidente, con un traffico passeggeri e merci sempre più in calo. La decisione di non elettrificare la linea e di non autorizzare servizi diretti con Roma o con Sulmona decretò di fatto la condanna della linea.