La terribile battaglia di Valle Spadana e Rilutta alle pendici di Monte Livata

Ai piedi di Monte Livata, per essere precisi, in località valle Spadana e Rilutta, nel giugno del 1528 ebbe luogo una delle più terribili guerre che insanguinarono il territorio sublacense, cruenti scontri tra commendatario e papato, che caratterizzarono tutto il sec. XVI, con devastazioni e perdite di vite umane.

Circa seicento militi locali schierati dal commendatario Pompeo Colonna, guidati dal nipote Scipione, disfecero tremila soldati tiburtini del Papa Clemente VII, nemico acerrimo del casato Colonna, che esercitava allora, il potere temporale sul castello di Subiaco. I soldati colonnesi strapparono il vessillo all’alfiere pontificio, al quale troncarono la mano.

Le truppe papaline si fecero tagliare a pezzi per salvare la vita al loro duce Napoleone Orsini, il quale poté salvarsi dandosi ad una precipitosa fuga, risalendo i monti Simbruini.
I campi dove avvennero i sanguinosi scontri furono chiamati dal volgo «Valle Spadana» e «Rilutta» (ossia valle del lutto o dei pianto).

La bandiera pontificia attualmente si trova ridotta a brandelli nel monastero di Santa Scolastica.

Nel 1953, in seguito a lavori straordinari di scasso nelle campagne delle due località menzionate, furono trovate, a più riprese, dai proprietari di quelle terre, tombe con dentro resti di cadaveri, ricoperte da tegoloni rossi, lancie spezzate e spade arrugginite cinquecentesche.

Reperti ritrovati hanno confermato quanto si trova contenuto nei documenti letterari e nelle cronache della storia sublacense che bene spiegano la denominazione data dal volgo a quei luoghi.