Arco Trionfale - Subiaco

Arco Trionfale

Risale all’anno 1787 la decisione della comunità sublacense di erigere in onore di Papa Pio VI un arco di trionfo in pietra.
Tutto mediante un decreto consiliare, approvato in seguito dalla congregazione del Buon Governo, come segno di riconoscenza.

Il 3 ottobre del 1787, il gonfaloniere della città Giuseppe Catani, pronunziò un discorso sui benefici elargiti dal Pontefice alla cittadinanza, affermando che era doveroso dimostrargli concreta riconoscenza:
“Penserei che in perpetuo monumento di nostra riconoscenza… si dovesse far erigere stabilmente con la maggiore sollecitudine, un Arco Trionfale nella strada romana, da noi detta “la Corsa”, con doppi pilastri divisoriali di tre diversi ingressi, con lapidaria iscrizione sotto il pontificio stemma esprimente le più insigni sovrane beneficenze, non permettendo l’ingresso nell’arco di mezzo, dopo che sarà terminato… prima che non resti onorato dall’augustissima persona del beatissimo Padre”.

La proposta venne votata ed approvata dai consiglieri, ed il progetto venne elaborato dall’Architetto Giulio Camporese.
La spesa per la realizzazione dell’Arco si aggirava intorno ai 6.683 scudi, comprensiva di tutti i materiali edili e del lavoro delle maestranze, muratori, scalpellini, chiavàri.
Ma l’architetto Camporese dovette modificare subito il progetto originario a tre ingressi per la scarsa disponibilità dei mezzi finanziari.
Per il progetto guadagnò 225 scudi, mentre l’impresario Alessandro dell’Oste, vincitore della gara di appalto, e servendosi del lavoro qualificato di dodici scalpellini, guadagnò 5.500 scudi.
L’opera realizzata con il travertino e palombino estratti dalla cava del Monte Affilano, si presenta in tutta la sua imponenza, in un’unica arcata a tutto sesto, sormontato dal grande stemma di Pio VI, e munito di due iscrizioni latine, in piombo, che enumerano i benefici del Pontefice a favore di Subiaco, definito “restitutor et locupletator”.
L’Arco venne inaugurato dal Pontefice intorno alle ore 17:00, vi passò sotto per primo ricevendo di seguito gli omaggi del Governatore, del Gonfaloniere, della Magistratura, e di tutta la popolazione in festa.

Le iscrizioni in piombo incise sulla pietra recitano così:

“D.N. PIO VI PONT. MAX. IN IPSO PRINCIPATU ABBATIAM PERPETUO AMORE RETINENTI CUIUS MUNIFICENTIA SUBLAQUENSES VETEREM PATRIAM LONGO SENIO SQUALENTEM CIVITATIS IURE AUCTAM TEMPLO SPECTATISSIMO PUBLICISQUE OPERIBUS NOBILITATAM VIAE CONSULARIS PERDUCTIONE ET COMMEANTIUM FREQUENTIA PROVECTAM RELIGIONIS ADIUMENTIS VITAE COMMODIS ARTIUM SUBSIDIIS CONSTITUTAM RECEPERUNT EX DECRETO ORDINIS POPULIQUE CONSENSU”

La seconda iscrizione dice:

“ANNO MDCCLXXXIX OB ADVENTUM OPTIMI PRINCIPIS ORDO ET POPULUS SUBLAQUENSIUM RESTITUTORI AC LOCUPLETATORI SUO”

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