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Le origini di Subiaco
La bellezza del territorio, la rigogliosa vegetazione, le limpide acque del fiume Aniene, nome leggendario che si fa risalire al re etrusco Anio. Il tutto incorniciato in una valle incantevole: questo era forse il paesaggio che si apriva agli occhi dei nostri avi tanti e tanti secoli fa.
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Gli Acquedotti Romani dell'area sublacense
Storia degli acquedotti romani nel territorio sublacense
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La Befana in Canoa
Il cinque gennaio come ogni anno si ripete lungo l'Aniene a Subiaco la tradizione della befana in canoa.
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Subiaco nel Medio Evo
Nella seconda metà del sec. XIV fu a Subiaco il Petrarca il quale, visitando lo Speco ebbe l’impressione di sentirsi rapito sino alla soglia del Paradiso. Infatti nel De vita solitaria lo definì Paradisi limen.
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La Vecchia Stazione Ferroviaria di Subiaco
Una linea ferroviaria a scartamento normale da Subiaco alla stazione di Mandela. Venne costituita nel 1898, a cura della ditta Alarico Patti.
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Il Convento di San Francesco
Nell'anno 1223 Francesco d'Assisi in occasione di una visita al Sacro Speco, ricevette in dono dall'abate di Santa Scolastica Giovanni VI un antico oratorio di campagna, situato sulla riva sinistra del fiume Aniene denominato San Pietro nel deserto.
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Museo Ceselli
Il museo è oggi collocato nei locali sottostanti al Monastero di Santa Scolastica, restaurati in occasione del Giubileo del 2000. La Collezione Ceselli è costituita dal materiale, archeologico ed antropologico, raccolto a partire dal 1837, da Luigi Ceselli, Capitano del Genio dello Stato Pontificio ed esponente di punta della nascente Paletnologia nella seconda metà dell' 800, insieme ad un gruppo di studiosi attivi a Roma.
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San Benedetto e il Sacro Speco
Un adolescente di nome Benedetto si ritirò in preghiera in una grotta del monte Taleo. Era di nobili origini discendente della famiglia romana Anicia e ripudiando la vita sociale e mondana di quei tempi in Roma si fermò a Subiaco.
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L'Aniene
Il fiume Aniene in latino Anio, prese il nome secondo la leggenda da Anio, re della Toscana
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Simbruina Stagna, la Villa di Nerone
La notorietà archeologica della zona sublacense è legata alla presenza della grande villa che Nerone fece costruire lungo l'Aniene; non mancano però dati, il più importante dei quali è l'individuazione di un muro in opera poligonale, dai quali si può ipotizzare che Subiaco fu già un oppidum degli Equi, come si deduce da alcune testimonianze epigrafiche, nella tarda età repubblicana.
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