Il Lattanzio - De divinis institutionibus
Chiamati presumibilmente dal cardinale Nicolò Cusano, gli stampatori tedeschi Konrad Sweynheim e Arnold Pannartz, che erano chierici rispettivamente delle diocesi di Magonza e di Colonia, fra il 1464 e il 1465 lasciarono la Germania per recarsi a Roma e impiantarvi una tipografia.
La morte inattesa del Cusano nell'estate 1464 e forse altri motivi che oggi sfuggono convinsero i due chierici tedeschi a fermarsi e fare tappa nel monastero benedettino di Subiaco dove installarono la prima tipografia sul suolo italiano. Durante l'estate 1467, produsserp a Subiaco quattro edizioni: un Donato minore, ora disperso; il dialogo De oratore di Cicerone, terminato antecedentemente al 30 settembre 1465; le opere di Lattanzio, datate a Subiaco il 29 ottobre 1465; e l'agostiniana Città di Dio, terminata il 12 giugno 1467.
L'edizione di Lattanzio fu eseguita in 275 esemplari: di essa si conoscono superstiti poco più di quaranta copie, di cui diciassette in Italia.
Quella veronese pervenne alla Biblioteca nel 1845 con l'acquisizione della raccolta Gianfilippi e fu valutata tremila lire austriache. Secondo una riprovevole consuetudine degli antiquari ottocenteschi il volume fu malamente sbiancato, deteriorando in tal modo gli interventi in azzurro delle lettere miniate e cancellando frequenti postille manoscritte ai margini. La legatura settecentesca in cuoio bruno è lavorata con impressioni a secco sui piatti e sul dorso, dove è inciso, entro un riquadro, in oro: "LACTANTIUS 1465"; i tagli sono rifiniti in oro.
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