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Museo Ceselli
Il museo è oggi collocato nei locali sottostanti al Monastero di S. Scolastica, restaurati in occasione del Giubileo del 2000. La Collezione Ceselli è costituita dal materiale, archeologico ed antropologico, raccolto a partire dal 1837, da Luigi Ceselli, Capitano del Genio dello Stato Pontificio ed esponente di punta della nascente Paletnologia nella seconda metà dell' 800, insieme ad un gruppo di studiosi attivi a Roma. Oltre a questo il Ceselli si dedicò all'archeologia da autodidatta con numerosi contributi nel campo della preistoria e protostoria. La collezione passò, dopo il 1882, al figlio Ing. Marco, il quale ne fece dono al Monastero di Santa Scolastica per onorare la memoria dello zio Mariano, monaco benedettino.
Durante la seconda guerra mondiale il materiale subì danni a causa del bombardamento dei locaIi in cui era custodito; la perdita maggiore ha riguardato le targhette originaIi con la provenienza dei reperti. Nel 1953 l'allora Soprintendente alle antichità P. Barocelli propose il trasferimento della collezione nel Museo Pigorini, ma solo a partire dal 1970 iniziò il riordino e la schedatura del materiale, cui è seguita, nel 1980 e nel 1989, la stampa dei cataloghi relativi ai materiali protostorici e romani.
La sala d'ingresso del museo è dedicata al Ceselli, con la presentazione di cimeli e sue pubblicazioni originali , seguono le sezioni paleontologica, preistorica e protostorica, quindi le sezioni preromana e romana. Poiché i materiali esposti sono quasi tutti provenienti da ricognizioni di superficie, il loro valore è prevalentemente scientifico-documentario di conseguenza l'allestimento è impostato su base didattica, adottando il criterio espositivo "tipo logico" o "per "classi", con l'ausilio di esaurienti pannelli esplicativi.
Recentemente il museo si è arricchito di una sezione comprendente i materiali provenienti dai recenti scavi effettuati dalla Soprintendenza Archeologica del Lazio (1994-1996) nella villa di Nerone costruita, prima del 60 d.C., nella profonda gola del fiume Aniene, tra i monti Taleo e Francollano.
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