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Subiaco nell'Evo Antico


Nel Medio Evo protagonisti della storia sublacense furono S. Benedetto (480-547) ed i suoi seguaci.

Il Santo, dopo aver vissuto vita eremitica per un triennio in una grotta del monte Talèo, gettò le basi del suo Ordine monastico fondando, lungo la vallata, 13 minuscoli monasteri di dodici monaci ciascuno con un proprio abate.

Essi, dopo una esuberante vitalità, furono, nel sec. IX, depredati e bruciati dagli Agarèni o Saraceni, che infestarono l’Alta Valle dell’Aniene.
Anche se ricostruiti e restaurati, sopravvisse alle turbinose vicende dei tempi il solo monastero di S. Silvestro (l’attuale S. Scolastica).

Dopo il Mille si formò in essa un grosso feudo, che contò castelli, rocche, borghi sotto il dominio dell’abate.

Il feudo si ingrandi successivamente con la conquista di Subiaco, raggiungendo con l’abate Giovanni V una potenza politica e civile senza l’eguale ad est di Roma. Si formò inoltre l’abbazia «Nullius» o territoriale, in cui l’abate fu investito, da parte della S. Sede, anche dei poteri spirituali, quasi vescovili, sulle popolazioni dei castelli della regione.

L’abbazia divenne così vera e propria diocesi indipendente, solamente dopo un lungo periodo di condominio con i vescovi confinanti, nella prima metà del secolo XVII, cosicché abati e monaci esercitarono il duplice potere e temporale e spirituale.

Il Sacro Speco non appartenne mai ai 13 cenobi, fondati da S. Benedetto. La sua costruzione, che risale alla seconda metà del secolo XIII, fu opera degli abati Enrico e Bartolomeo.

La vallata divenne vivaio di Santi, in quanto in essa vissero figure singolari di asceti, che seguirono le orme di San Benedetto, quali Mauro, Placido, Onorato, Pietro III, Palombo, Lorenzo loricato, Cleridona (Chelidonia), Pietro, eremita itinerante.

Fu perciò denominata “Valle Santa”, anche perché santificata dalla presenza di Francesco d’Assisi, che fu a Subiaco, ospite dei

Benedettini nel 1223, ricevendo in dono dall’abate Lando il romitorio di “San Pietro in desertis”, attorno al quale i Sublacensi, prima del 1327, costruirono l’attuale convento.
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